Descrizione

scavi Lucus Feroniae
Nel 1952 nella località Bambocci, presso Scorano di Capena, ritornava casualmente in luce il Lucus Feroniae, santuario famoso nell’antichità, sede di importanti mercati largamente frequentati sin da età regia e insieme santuario della massima importanza, a lungo in precedenza ricercato da storici ed archeologi. Fondato, secondo Catone, da iuvenes dell’etrusca Veio inviati a Capena da un certo re Properzio, il santuario si sviluppò ai margini di una regione in antico boscosa, su un terrazzo travertinoso prospiciente quella grande via d’acqua che fu il Tevere.

Recenti acquisizioni offrono ampia conferma della grande rilevanza assunta dal santuario sin dall’età arcaica, che prosegue inalterata fino al IV-III secolo a.C., tanto che la sua fama e le sue ricchezze attrassero Annibale, che nel 211 a.C. saccheggiò il tempio.

Le ricerche archeologiche, condotte tra gli anni ‘50 e gli inizi del ’60 del novecento privilegiarono la Colonia Iulia Felix Lucus Feroniae, cioè il centro urbano fondato intorno alla metà del I sec. a.C. presso l’antica area sacra di Feronia, ed hanno messo in luce, tra l’altro, il Foro e le sue adiacenze, l’anfiteatro, tratti delle vie Tiberina e Capenate, che si intersecano nei pressi del Foro, un complesso termale di età imperiale, ecc.

Più recenti indagini stanno invece interessando l’antica area sacra a Feronia, divinità italica collegata alla salute, alla fertilità e patrona dei liberti, come pure i quartieri sud-occidentali della contigua villa della famiglia dei Volusii Saturnini, legata agli imperatori giulio-claudii ed in particolare ad Augusto, che, titolare di vaste proprietà, ebbe un ruolo fondamentale nella nascita e nello sviluppo del centro coloniale.

I materiali frutto delle ricerche nella città romana sono raccolti nell'adiacente Museo, realizzato per la loro esposizione e conservazione.