L'esposizione

Rocca Albornoz esposizione Il museo occupa i tre piani dell'ala settentrionale ed è dedicato alle principali testimonianze archeologiche dell'Etruria meridionale interna; gli altri spazi sono riservati ad uffici della Soprintendenza, ai depositi dei materiali e ad esposizioni temporanee.

Al piano terra si trovano i reperti provenienti da due dei più significativi abitati etruschi di VII – VI sec. a.C. scavati da archeologi svedesi: San Giovenale e Acquarossa. La scoperta di questi centri ha permesso di integrare le conoscenze sulla vita degli Etruschi, prima di allora legate esclusivamente alle manifestazioni funerarie, con quelle dell'articolato panorama dei centri urbani. Sono state ricostruite con reperti originari alcune abitazioni etrusche complete dei loro apparati decorativi, riccamente e fantasiosamente intarsiati o dipinti, fra le quali spicca per la sua monumentalità, quella della così detta régia di Acquarossa, un grande impianto residenziale della metà del VI sec. a.C. Di grande interesse anche la ricostruzione in scala reale di una zona destinata ad attività domestiche.

Al primo piano sono allestite due sezioni rispettivamente dedicate ai centri di Ferento e di Musarna nei pressi di Viterbo. Del primo sono ancora poco note le manifestazioni di epoca etrusca, mentre gli aspetti più rilevanti sono costituiti dalla fase romana: è presentata la decorazione scultorea del teatro, composta dal ciclo delle Muse e da una copia in marmo della statua del Pothos (il desiderio amoroso), il cui originale viene attribuito allo scultore greco Skopas.

La sala accanto accoglie le testimonianze scaturite dagli scavi della École Française di Roma sul sito di Musarna. Gli scavi sistematici hanno permesso di delineare in tutti i suoi aspetti la fisionomia di questo centro dell'Etruria interna frequentato sin dalla preistoria, ma con una occupazione stabile solo a partire dal IV sec. a.C. Particolare attenzione merita per l'eccezionalità del rinvenimento un mosaico pavimentale con iscrizione etrusca, emblematica attestazione del processo di romanizzazione che investì l'Etruria a partire dal II sec. a.C.

All'ultimo piano una serie di sezioni dedicate a diversi centri, illustra l'area delle necropoli rupestri ed i siti intorno al lago di Bolsena. Un intero spazio è dedicato al corredo della tomba della biga di Ischia di Castro, prestigioso e raffinato reperto della fine del VI sec. a.C., qui esposto con la sua coppia di cavalli.

Infine, in una piccola sala, alla quale si accede percorrendo il bel loggiato farnesiano con splendida veduta su Viterbo, è stato ricostruito un eccezionale contesto: un piccolo santuario rupestre di epoca ellenistica, con le rare statue della dea Demetra e della figlia Persefone.
Rocca Albornoz esposizioneRocca Albornoz esposizioneRocca Albornoz esposizioneLa Biga di CastroDemetra: la cella